

SIGNORNO'

La grande casa circondata da un bel parco con tanti alberi e prati coperti di fiori colorati è abitata da una numerosa famiglia, ci sono gli anziani nonni, il padre e la madre e tre figli, il più piccolo, Giulio, che ha appena compiuto dieci anni, è il più ribelle ed è soprannominato “Signornò” perché è sua abitudine rispondere no a tutto quello che gli si chiede, fa disperare i genitori perché lascia sempre in disordine tutte le sue cose, che si trovano sparse per la casa, quando scende nel parco pesticcia le aiuole e lascia a giro i rifiuti delle sue merende. I fratelli aiutano i genitori e i nonni in casa, lui non vuole fare niente e pretende sempre che gli altri lo servano, è indietro anche con gli studi perché non s’impegna e passa le giornate a poltrire con il naso incollato sui videogiochi o alla televisione. Una sera, per l’ennesima volta, litiga con i fratelli e i genitori perché, durante la cena, si è impuntato non volendo mangiare ciò che era stato preparato ma pretende cose diverse e non gli va bene niente di quello che gli è offerto, poiché non ottiene ciò che pretende prende il piatto e lo getta per terra rifiutandosi poi di aiutare a ripulire, si è alza da tavola, mentre si avvia per raggiungere la sua stanza, la madre lo apostrofa:
«Se continui così con questo tuo comportamento ribelle prima poi ti troverai in situazioni che ti faranno capire a tue spese gli errori che fai».
Il ragazzino si volta con aria strafottente verso la madre e con un sorriso di scherno le risponde:
«Si verrà certo l’uomo nero o il gatto mammone a farmi il solletico sotto i piedi, queste sono favole per chi ci crede; regole, regole, solo regole, questo si fa, questo non si fa, meglio essere come le formiche che se ne vanno a zonzo tutto il giorno senza problemi». Detto questo si allontana ridendo fragorosamente verso la sua stanza, chiude la porta e dopo aver giocato a lungo con i videogiochi va a dormire.
Si sveglia con la luce del sole e si accorge di non essere nel suo letto ma in mezzo ad un bosco di strane piante verdi che ondeggiano al soffio di una leggera brezza; si guarda intorno e non riesce a orientarsi, dove si trova? Che cosa è successo? Si avvia per cercare di uscire da quell’intrico e mentre cammina in modo scomposto si scontra con una formica gigante, spaventato grida:
«Aiuto una formica gigante, dove sono capitato?».
La formica lo guarda stupita e gli dice:
«Scusa di cosa ti meravigli? Perché tu cosa pensi di essere?»
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Il racconto completo sul libro SOGNI DI NOTTI D'ESTATE

