

ASSASSINATO NA VILLA PAVLON
Villa Pavlon, una villa di stile rinascimentale isolata al centro di un grande parco poco distante dalla città, boschi di castagni la circondano nascondendola quasi alla vista di chi percorre la strada provinciale sulla quale si apre il grande cancello in ferro battuto, da questo un lungo viale in lastre di pietra, fiancheggiato da siepi di bosso, porta in un grande piazzale antistante la villa con al centro una vasca circolare in cui nuotano varie specie di pesci, al centro della vasca una fontana con getti che formano degli ampi archi. Nel piazzale sono ferme diverse auto, la villa è tutta illuminata, Ludovico Pavlon, il fondatore della omonima società di import ed export, di cui detiene il 50% delle azioni, ha organizzata una festa con i maggiori azionisti della società ed alcuni amici; il banchetto è appena terminato e gli ospiti si sono trasferiti nel salotto adiacente la sala da pranzo e stanno parlando tra di loro; la ex moglie separata da circa un anno di Ludovico, Marie Malgam, sta parlando con il Ragioniere Sergio Liconti socio e amministratore, con il 15% delle azioni, i due figli di Ludovico, Cristina e Giorgio, seduti su due sedie in un angolo ascoltano musica sui loro cellulari e ogni tanto sbirciano verso il divano su cui è seduta Luisa Grani Torma, amica d’infanzia di Ludovico, vedova del pilota dell’aereo personale di Ludovico, Luigi Torma, precipitato con l’aereo mentre accompagnava il principale a un convegno, l’imprenditore si salvò miracolosamente ma per il pilota non ci fu nulla da fare, per questo motivo Ludovico volle intestare alla vedova il 5% delle azioni della società, anche se lei non avrebbe voluto, è accompagnata dai figli Daniele e Rosa che fingono di leggere una rivista ma sbirciano al di sopra verso Cristina e Giorgio; l’Avvocato Giulio Garbugli amico di Ludovico e legale della società con il 30% delle azioni sta parlando animatamente con il notaio Enrico Nota e con l’amico d’infanzia di Ludovico Silvano Volpe commissario di polizia in pensione. Ludovico si rivolge agli ospiti:
«So che vi chiedete il motivo di questa festa e perché sia presente il notaio, abbiate ancora un po’ di pazienza mi ritiro per qualche momento nel mio studio a completare dei documenti e attendere l’arrivo di un altro ospite» poi rivolto al vecchio maggiordomo Baptiste Leroi «Baptiste portami il mio solito digestivo e avvisami quando arriva quel signore di cui ti ho parlato poco fa».
«Certo Signore, provvedo subito» risponde il maggiordomo ed esce dalla sala insieme al padrone.
Tutti si guardano stupiti chiedendosi cosa volesse dire Ludovico; Cristina la figlia maggiore di Ludovico si avvia per uscire nel patio dove viene raggiunta da Daniele, il figlio di Luisa:
«Cristina, amore mio, hai parlato con i tuoi genitori di noi due, lo sai che ti voglio bene e vorrei che poter coronare il nostro sogno».
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Il racconto completo sul libro SOGNI DI NOTTI D'ESTATE
