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Abstract di

GLI OCCHI DI HESPERUS

Il popolo dell'Universo

 

Capitolo I

La Terra è sconvolta

I primi tre secoli del secondo millennio furono teatro di lotte e guerre per il predominio; la sete di potere, i fondamentalismi religiosi e il terrorismo fecero scoppiare la grande guerra mondiale del 2335, durata ben cinque anni, che portò i popoli della Terra al rischio della quasi completa estinzione con l’uso spropositato di ogni tipo di arma, sia convenzionale, sia chimica, sia batteriologica, e, persino, testate nucleari.

L’umanità si era ridotta a pochi milioni, alcune zone della Terra erano divenute in gran parte inabitabili a causa delle polveri radioattive che avevano creato un’ampia desertificazione. Questo convinse i popoli sopravvissuti ad abbandonare, finalmente, i fondamentalismi e le lotte di potere e costituire la Grande Unione Mondiale (G.U.M.) il cui scopo principale era la collaborazione e la giusta distribuzione delle risorse della povera Terra martoriata.

Per più di un secolo l’umanità aveva ricominciato a ricostruire; l’uso oculato delle risorse, le grandi scoperte della scienza, sia nel campo medico, sia tecnologico, e la pace che finalmente regnava, avevano riportato un certo benessere e sicurezza, pareva che niente dovesse più turbare questa tranquillità, che finalmente fosse arrivata la tanto agognata età dell’oro, ma non era così.

La natura, oltraggiata dall’uomo, voleva prendersi la sua rivincita; nel 2444 una grande catastrofe colpiva la Terra; fortissimi terremoti di potenza inaudita avevano letteralmente spaccato i continenti e lo scioglimento improvviso di tutti i ghiacciai dei poli e delle montagne del pianeta aveva innalzato il livello dei mari che avevano sommerso l'immensa steppa asiatica, i deserti dell’Africa, quelli dell’America settentrionale e le grandi pampas dell’America meridionale.

A causa dei movimenti tellurici la zolla africana si era unita all’Europa formando il continente EuroAfroAsiatico che comprendeva le zone dell’Africa più elevate, poiché il mare aveva invaso i grandi deserti, facendo scomparire anche tutte quelle terre che costituivano gli stati dell’Arabia, dell’Iran, tutta la Palestina e il Libano così che il mediterraneo orientale si era unito all’oceano indiano; di quelle terre rimanevano solo alcune isole; dalla parte dell’Asia si estendeva fino alla grande muraglia cinese dopo la quale, a causa dell’innalzamento delle acque, si era creata un’immensa laguna che comprendeva gran parte della Cina e la maggior parte delle terre sino ai piedi della grande catena Himalaiana; sommerse da violenti tsunami e battute da paurosi tornado parte delle terre basse dell’india erano state inghiottite dall’oceano, così come parte dell’Australia, la Malesia, la Nuova Zelanda, la Giamaica e i vari arcipelaghi, tutto ridotto a una serie infinita di piccole isolette sterili e abbandonate; anche il Giappone era scomparso spazzato via dall’eruzione del grande vulcano Fujiyama e l'esplosione delle sue centrali nucleari.

A causa della frattura lungo la faglia di Sant’Andrea e lo sprofondamento dei territori dell’America centrale, i due oceani, Atlantico e Pacifico, si erano uniti trasformando le Americhe in due grandi isole; quella del nord era costituita prevalentemente dagli ex Stati Uniti e dal Canada al quale, a causa dei movimenti tellurici, si era unita la grande isola della Groenlandia facendo innalzare le terre così che si era creata una grande catena montuosa; la maggior parte delle terre a sud erano inabitabili, sia a causa degli attacchi missilistici a testata nucleare durante la grande guerra, che l’avevano distrutte quasi completamente, sia per l’esplosione dei vulcani sotterranei nel parco di Yellowstone. La scarsa popolazione si concentrava prevalentemente nel nord Canada e nella Groenlandia ed era costituta dalla gente Inuit e da quelle popolazioni che avevano abbandonato le terre del sud ormai divenute grandi deserti inospitali.

L’isola del sud era costituita da quella parte più vicina alla cordigliera delle Ande, poiché le grandi pianure argentine e brasiliane erano state sommerse dalle acque, era abitata prevalentemente dalle popolazioni aborigene della grande cordigliera e dai rifugiati scampati alla catastrofe.

L’Europa era quella che aveva subito meno la furia della natura specialmente nella parte settentrionale; l’Italia era stata la nazione più colpita a causa dei movimenti della zolla africana, infatti, la sua parte meridionale era scomparsa a causa dell’esplosione dei quattro vulcani Etna, Vulcano, Stromboli e Vesuvio; la parte centro settentrionale, dai confini del Lazio alle alpi, aveva subito notevoli danni a causa dei terremoti, ma la maggior parte delle città, pur notevolmente danneggiate, si erano salvate dalla distruzione; la valle padana era scomparsa sotto le acque e trasformata in un immenso golfo. L’innalzamento delle terre, a causa della pressione provocata dalla zolla africana, aveva chiuso quello che era il canale di Sicilia, facendo scomparire questa isola e tutta la Calabria, anche lo stretto di Gibilterra e parte delle zone meridionali della Spagna e del Portogallo non esistevano più; al posto di queste terre scomparse si era formata un'imponente catena montuosa, così il mediterraneo occidentale era divenuto un immenso lago salato dove campeggiavano le isole Baleari, la Sardegna e la Corsica che non erano state particolarmente toccate dalla catastrofe, a parte le coste più basse sommerse dalle acque. 

Il governo Mondiale si era insediato nel grande continente EuroAfroAsiatico, dove era concentrata la maggior parte della popolazione; l’umanità, già decimata dalla grande guerra, era quasi completamente annientata, si calcolava ormai che ammontasse a poco più di un miliardo e mezzo di anime e quasi tutta concentrata in questo grande continente. Qui erano riunite le maggiori industrie, la gran parte delle risorse naturali e i grandi centri di ricerca scientifica. La città di Roma, che si era miracolosamente in gran parte salvata, era divenuta il centro culturale delle varie credenze religiose; vi erano le cattedrali Cristiane (non vi era più la distinzione tra le varie confessioni), le Moschee islamiche, le Sinagoghe ebraiche e i templi Buddisti e tutti convivevano in perfetta armonia, scomparsi i fondamentalismi si viveva nel rispetto reciproco; la differenza religiosa era per lo più nominale perché ormai si stavano integrando in un’unica religione, si erano resi conto che, se pur in modo diverso, tutte le credenze avevano gli stessi principi fondamentali e, pur con nomi diversi, il Dio che adoravano era lo stesso; forse con il tempo sarebbe sparita ogni differenza.

Non esistevano più le distinzioni di razza, ormai le varie etnie si erano completamente integrate, l'umanità era finalmente un'unica entità senza distinzioni e pregiudizi; anche le differenze linguistiche erano state superate adottando un’unica lingua mondiale per tutte le comunicazioni, sia politiche, sia commerciali, anche se, nelle varie regioni, si continuavano a usare gli idiomi locali; la nuova lingua era molto simile a quella che, già un tempo, fu proposta come lingua ufficiale dell’Europa; questa era insegnata nelle scuole e usata comunemente in tutti gli ambiti della vita comune, anche se le popolazioni più anziane erano restie ad abbandonare le loro lingue tradizionali, un po’ come succedeva, nei tempi andati per i dialetti locali. Anche le grandi città dell'Europa avevano subito danni, ma si erano comunque salvate dalla distruzione, in particolar modo le più settentrionali, perché quelle zone avevano risentito meno dell'impatto della zolla africana e dei terremoti.

La capitale politica e amministrativa era stata portata nella città di Mondialcity, così rinominata Milano, scelta in quanto la sua posizione, interna e vicina ai monti, era strategica per le comunicazioni perché, pur lontana dal mare, era a questo collegata dai navigli e dai canali navigabili, era anche un importante nodo ferroviario e stradale, inoltre il suo aeroporto internazionale era stato potenziato divenendo uno dei più importanti del continente.

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