

CITTA' CIRCO
Nell'ampia valle Paradiso, racchiusa in una conca circondata dalle montagne, scopriamo un grande lago che occupa la sua parte più orientale toccando le pendici dei monti, il lago Millecolori, così chiamato non solo per i suoi fondali che, attraverso la limpidezza delle sue acque, mostrano vegetali e minerali di una grande varietà di colori ma anche perché al sorgere del sole le sue acque si colorano come l'iride in un baluginio di tinte più svariate; sulla riva occidentale del lago sorge una ridente cittadina dalla forma particolare; vista dall'alto delle montagne appare come un semicerchio, i cui estremi arrivano sino al lago, che abbraccia un grande prato verde; le case, non troppo alte sono e immerse nel verde, sono disposte ad archi concentrici simili a gradinate di un anfiteatro lungo strade non molto larghe lastricate in pietra, che non permettono la circolazione di veicoli di grosse dimensioni, possono essere percorse solo da biciclette, ciclomotori e piccole auto elettriche; auto, camion e pullman sono parcheggiati in ampi spazi ai limiti della città; un'ampia strada asfaltata corre lungo il perimetro della città dal centro di questo arco parte la via principale della valle che la attraversa verso occidente fino a perdersi in un ampio tunnel che attraversa le montagne. Nella valle si possono vedere fattorie, cascine e grandi distese di campi coltivati; nelle praterie ai piedi delle montagne e lungo i primi dolci pendii si notano numerosi allevamenti di bestiame allo stato brado, Il sole che al suo sorgere illumina il lago con mille colori, al tramonto lo tinge di una calda luce dorata.
Sul lato nord della città in un largo spazio in riva al lago si vedono parcheggiati camper, roulotte, camion e rimorchi di un grande circo che ha eretto due grandi tendoni al centro della grande spiazzo erboso dai quali si vedono uscire numerose famiglie con bambini che corrono e schiamazzano felici e si dirigono verso gli spazi di parcheggio per recuperare le auto e tornare alle loro case; piano piano quello spiazzo si svuota, lo spettacolo della mattina è terminato, siamo quasi a mezzogiorno.
Al limite di quello spazio sotto una piccola tettoia prospiciente un bar si incontrano due uomini, il primo che, visto l'abbigliamento, doveva essere il direttore del circo, è un personaggio grassoccio con un cappello a cilindro posato su una imponente capigliatura riccia dai colori del rame il suo viso paffutello, che mostra due pomelli rossi sotto gli occhi di un bel colore verde mare, è ornato da un bel paio di baffi a manubrio, due lunghe basette e un pizzetto sotto il mento, la bocca sempre sorridente mostra una dentatura di un bianco splendente molto probabilmente opera di un buon dentista; è vestito con un paio di pantaloni di color azzurro con strisce dorate stretti al polpaccio, una camicia color creme tempestata di lustrini e stretta al collo da un vistoso papillon rosso a pois blu e una giacca tipo frak dello stesso colore dei pantaloni con i risvolti del bavero e i polsini ornati da una greca dorata, ai piedi porta un paio di scarpe bianche a tacco un po' rialzato e con la punta in nero le mani sono coperte da candidi guanti di cui uno, che si era appena tolto, tiene stretto nella mano sinistra dove impugna un bastone da passeggio in bamboo decorato con una testa di cane in argento;
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Il racconto completo nel libro SOGNI DI NOTTI D'ESTATE
